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LUCI DELLA RIBALTA

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11-26 August 2022 | Narni (TR) Umbria
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RICORDANDO DANTE A 700 ANNI DALLA MORTE

LUCI DELLA RIBALTA 2021
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Date: 15 August 2021 21:00 - 23:00

Venue: San Domenico - Auditorium Bortolotti, Narni

Ricordando Dante a 700 anni dalla morte

15 agosto 2021

21.00

San Domenico - Auditorium Bortolotti, Narni

 

E altro è da veder che tu non vedi

Per i 700 anni del “grande fiorentino”

Intervento di Donatello Santarone, Università di Roma Tre

 

Urlar li fa la pioggia come cani

Il paesaggio sonoro della Commedia

Intervento di Guido Barbieri, Conservatorio "Bruno Maderna" di Cesena

 

Vox in bestia

Un prontuario di Animali Divini

Soprano Laura Catrani

 

Testi di Tiziano Scarpa

  

Musiche di Fabrizio De Rossi Re, Matteo Franceschini, Alessandro Solbiati

 

Proiezioni di Gianluigi Toccafondo

 

Inferno

Canto terzo - Mosconi, vespe, vermi

Canto quinto - Stornei, gru, colombe

Canto sesto - Cerbero

 

Purgatorio

Canto ottavo - Li astor

Canto quattordicesimo - I botoli

Canto diciottesimo - L’ape

 

Paradiso

Canto sesto - Il colùbro

Canto ventitreesimo - L’augello

Canto ventiquattresimo - L’agnello

  

INFERNO

Canto terzo - Mosconi, vespe, vermi

Questi sciaurati, che mai non fur vivi,

erano ignudi e stimolati molto

da mosconi e da vespe ch’eran ivi.

Elle rigavan lor di sangue il volto,

che, mischiato di lagrime, a’ lor piedi

da fastidiosi vermi era ricolto.

 

Canto quinto - Stornei, gru, colombe

E come li stornei ne portan l’ali

nel freddo tempo, a schiera larga e piena,

così quel fiato li spiriti mali

di qua, di là, di giù, di sù li mena;

nulla speranza li conforta mai,

non che di posa, ma di minor pena.

[...]

E come i gru van cantando lor lai,

faccendo in aere di sé lunga riga,

così vid’io venir, traendo guai,

ombre portate da la detta briga;

[...]

Quali colombe dal disio chiamate

con l’ali alzate e ferme al dolce nido

vegnon per l’aere, dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov’è Dido,

a noi venendo per l’aere maligno,

 

Canto sesto - Cerbero

Cerbero, fiera crudele e diversa,

con tre gole caninamente latra

sovra la gente che quivi è sommersa.

Li occhi ha vermigli, la barba unta e atra,

e ’l ventre largo, e unghiate le mani;

graffia li spirti ed iscoia ed isquatra.

[...]

Quando ci scorse Cerbero, il gran vermo,

le bocche aperse e mostrocci le sanne;

non avea membro che tenesse fermo.

 

PURGATORIO

Canto ottavo - Li astor

Io non vidi, e però dicer non posso,

come mosser li astór celestïali;

ma vidi bene e l’uno e l’altro mosso.

Sentendo fender l’aere a le verdi ali,

fuggì ’l serpente, e li angeli dier volta,

suso a le poste rivolando iguali.

 

Canto quattordicesimo - I botoli

ond’ hanno sì mutata lor natura

li abitator de la misera valle,

che par che Circe li avesse in pastura.

Tra brutti porci, più degni di galle

che d’altro cibo fatto in uman uso,

dirizza prima il suo povero calle.

Botoli trova poi, venendo giuso,

ringhiosi più che non chiede lor possa,

e da lor disdegnosa torce il muso.

Vassi caggendo; e quant’ella più ’ngrossa,

tanto più trova di can farsi lupi

la maladetta e sventurata fossa.

 

Canto diciottesimo - L’ape

Però, là onde vegna lo ’ntelletto

de le prime notizie, omo non sape,

e de’ primi appetibili l’affetto,

che sono in voi sì come studio in ape

di far lo mele; e questa prima voglia

merto di lode o di biasmo non cape.

 

PARADISO 

Canto sesto - Il colùbro

Piangene ancor la trista Cleopatra,

che, fuggendoli innanzi, dal colùbro

la morte prese subitana e atra.

 

Canto ventitreesimo - L’augello

Come l’augello, intra l’amate fronde,

posato al nido de’ suoi dolci nati

la notte che le cose ci nasconde,

che, per veder li aspetti disïati

e per trovar lo cibo onde li pasca,

in che gravi labor li sono aggrati,

previene il tempo in su aperta frasca,

e con ardente affetto il sole aspetta,

fiso guardando pur che l’alba nasca

 

Canto ventiquattresimo - L’agnello

O sodalizio eletto a la gran cena

del benedetto Agnello, il qual vi ciba

sì, che la vostra voglia è sempre piena.

 

VOX IN BESTIA
Cerbero, il colubro, l’augello, la colomba, l’ape, l’agnello. Ma anche l’astor, i vermi e i botoli. La Commedia di Dante, tra le sue pieghe infinite, offre il dono di uno straordinario “bestiario poetico”: fantastico, irto di simboli, ma al tempo stesso reale. In cui fiere, bestie e animali immaginari sono sempre un tramite tra gli uomini e Dio, tra le anime dei morti e la luce divina verso la quale tutte guardano. Come scrive Giuseppe Ledda ne Il bestiario dell’aldilà “una tra le presenze più sorprendenti del poema dantesco è quella degli animali. Si tratta di una presenza continua e variatissima, che si apre nel primo canto dell’Inferno con la lonza, il leone e la lupa, le cosiddette tre fiere, e arriva sino alle api, cui sono paragonati gli angeli nell’empireo.” “Il bestiario dantesco, con le sue innumerevoli risonanze poetiche, è il perno intorno al quale ruota Vox in bestia, il mio nuovo progetto pensato in occasione del settecentesimo anniversario della morte di Dante, che ha avuto il suo debutto su Radio3 RAI in quindici puntate lo scorso maggio, ed ora trasformato in concerto. Da ciascuna delle tre cantiche emergono tre luoghi poetici in cui gli animali danteschi possiedono una forte carica simbolica. E per ognuna delle cantiche ho chiesto a tre diversi compositori: Fabrizio de Rossi Re per l’Inferno, Matteo Franceschini per il Purgatorio e Alessandro Solbiati per il Paradiso, di scrivere sulle terzine dantesche musica per la mia sola voce, senza accompagnamento strumentale. Ciascuno dei nove quadri è poi introdotto da una miniatura letteraria che racconta l’essenza simbolica di ciascun animale dantesco, composta per l’occasione da Tiziano Scarpa, scrittore che ho sempre amato, considerato una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea. Intrecciati al canto, gli animali danteschi prendono vita e forma anche attraverso le visionarie video animazioni di Gianluigi Toccafondo che ha tradotto in forma visiva gli animali danteschi, creando così per me una sorta di bestiario dentro il bestiario. In questo continuo rinvio tra il tempo di Dante e il tempo presente si coglie l’orizzonte più autentico di Vox in bestia: comprendere le risonanze senza fine che la Commedia di Dante continua a donare al secolo in cui viviamo, la sua costante e persistente “universalità”.”
Laura Catrani

 

È prevista una pausa con brindisi tra la conferenza ed il concerto.

 

Ingresso gratuito con obbligo di prenotazione utilizzando uno dei nostri contatti:

E-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Cellulare: (+39) 375.6302887 

Ricordiamo che tutti gli eventi si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19.

 

Grazie per la collaborazione.

 

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